
di Milena Galeoto
C’è una schiera di mamme on-line, di forum al femminile, nei quali, ahimè, si assiste allo scambio di dosaggi farmacologici o rimedi naturali per combattere la depressione post-partum”. Poi, grazie al cielo, emergono blog di mamme ironiche, di quelle capaci di strapparti un sorriso e farti ritrovare la serenità di sbagliare in santa pace. Mamme fuori dai comuni manuali, capaci soltanto d’incrementarti i sensi di colpa, di non farti sentire all’altezza, solo perché tuo figlio, ad esempio, non gattona o ancora fa la cacca addosso a soli due anni. Mamme che, finalmente, mostrano con ironia che mamme non si nasce, che sono i figli a suggerirci cosa è meglio per loro, ascoltando anche le bambine che sono in noi.
Tra queste c’è Francesca e il suo essere mamma Punk, quello stesso Punk che ha reso il “rock classico”, molto più coinvolgente, colorito. E ti ritrovi Francesca-Romana-Gallerani-Punk, sulla home di un social network come fb, ritratta in “lezioni di Bigbab”, tra le strade di Genova ad aspettare il papà che, prontamente, commenta di fronte all’immagine del figlio che gonfia un enorme pallone di gum: “il mio bambino...il mio bambino.” E capisci che l’essere genitori è gioia condivisa quando riesci a viverla attraverso il tuo stesso essere bambino.
Immagini e stati molto eloquenti che farebbero bene alle mamme che hanno paura di sbagliare, rinchiuse in quegli schemi che tolgono ossigeno ai loro bambini.
E’ l’autoironia di Francesca, l’eredità preziosa che stimola l’intelligenza dei suoi figli in maniera vitale e costruttiva.
Naturalmente, non tutti colgono l’educazione punk con ironia e non sono pochi quelli infastiditi dalla sfacciataggine di chi è capace a sconvolgere i modelli sociali con una così disarmante naturalezza.
Non sono poche le mamme che mi scrivono in privato, attraverso il blog di A.M.A.TI, nato con l’obbiettivo dell’auto-mutuo-aiuto. Molte di esse, si sentono smarrite, svuotate, lamentano l’assenza del compagno piuttosto che degli amici, familiari o istituzioni.
Uno dei miei consigli, oltre al supporto reciproco che possono ottenere dal blog A.M.A.Ti, durante il nostro incontro settimanale, “a voce”, su Skype, è quello di dare una sbirciata ai vivaci articoli dell’anarchica mamma Francesca-Romana-Punk e al messaggio celato dietro la sua ironia al vetriolo: tramutare il ruolo di madre, in esperienza di vita condivisa, occasione di crescita, condita con una sana leggerezza.
Insomma, non prendiamoci troppo sul serio, direbbe Francesca e mi raccomando, niente mimose e niente feste delle donna e bambini ingessati da adulti che cantano come Al Bano, per carità, meglio una sana bigbubble scoppiata in faccia, scorazzando per i parchi di Genova.
http://mammanarchica.wordpress.com/
STUPENDO MILE VADO SUBITO A VEDERMI IL SITO
RispondiEliminagrande Milena, bellissimo pezzo. condivido parola per parola. Francesca sa dare voce a tutte noi, Mamme in Black :)
RispondiEliminaCGL (sindacato della MIB)
Non dimentichiamoci mai che se un bambino non potesse far scoppiare la sua Big Babol in faccia, o non potesse sporcarsi con la terra al parco giochi, o non litigasse con un altro bambino per i più incredibili motivi, o salutasse con tanta educazione tutte le signore che incontra, o non facesse colare un po' di gelato sulla maglietta nuova, non sarebbe un bambino, ma un nano.
RispondiEliminaPoche regole, ma buone; per il resto che abbiano la possibilità di sperimentare, conoscere e misurarsi.
Due appelli per le mamme dei bambini ancora piccoli: 1- non temete che gli altri vi giudichino maleducati se il vostro bambino fa il bambino, ha tutti i diritti di farlo e certamente da adulto non si comporterà da bambino piccolo;
2 - non costringete i vostri figli più grandi a condividere il gioco preferito con i fratelli più piccoli. Ci sono cose che si possono condividere ed altre per le quali si ha diritto all'esclusiva. Del resto a noi non piace condividere il nostro uomo con le altre, no?
Laura Po